Martedì 28 maggio, alla Manifattura, si è parlato del DNA dei sardi, dal neolitico ai giorni nostri.

Ospite di Sardegna verso Unesco è stato il professor Paolo Francalacci, docente di Genetica all’Università di Cagliari, a cui è stata affidata la conversazione dal titolo: “L’Archeologia del genoma. Il passato dentro di noi”.
La serata è stata un vero successo e ha consentito ai quasi 200 presenti, che hanno reso strapiena e la sala, di immergersi in un percorso che ha intrecciato scienza e storia in modo davvero affascinante.
La regia della serata è stata affidata al vice presidente della associazione, Edoardo Balzarini, che ha presentato la candidatura Unesco dei monumenti della civiltà nuragica e ha sottolineato come la nostra ricchezza culturale possa diventare uno straordinario asset per lo sviluppo economico della Sardegna. Non è un caso -ha concluso Balzarini – che la Regione Sardegna stia facendo investimenti straordinari sul progetto nuragico dell’Unesco, dando finalmente la necessaria omogeneità e programmazione agli interventi nel settore.
Dopo l’introduzione di Balzarini, ha preso la parola il relatore della serata, il professor Paolo Francalacci, che ha appassionato la platea con il racconto degli studi scientifici che hanno permesso di seguire a ritroso la storia del DNA dei sardi, studiandone incroci e relazioni con le popolazioni di mezzo mondo.
Il genoma umano, con le sue sequenze, il cromosoma Y e il DNA mitocondriale, e’ in grado di darci una quantità infinita di informazioni sulle origini dei popoli e sulla loro provenienza.
Il professor Francalacci, con grande empatia e capacità di comunicazione è dunque riuscito a rendere semplice e comprensibile a tutti la propria, raffinata lezione sui rapporti strettissimi tra la struttura del nostro genoma e le antiche origini delle popolazioni dell’isola.
Al termine della conversazione sono fioccate le domande da parte del pubblico, che hanno confermato il grande interesse per l’approccio multidisciplinare alla storia antica della Sardegna, proposto da La Sardegna verso l’Unesco.
Nel salutare i presenti, il focus e’ già sul prossimo appuntamento della associazione.
Martedì 18 giugno, sempre alle 18 in Manifattura, c’è attesa per la conversazione dal titolo “I sardi e la paura del mare. Ma è vero che già i nuragici navigavano?”.
Gianfranco Cocco presenterà l’associazione e introdurrà Giovanna Fundoni, ricercatrice in Preistoria e protostoria dell’Università di Sassari.
Il ciclo di incontri che precedono l’estate si concluderà il 2 di luglio: Emanuela Abis, parlerà degli obiettivi dell’associazione e converserà con Barbara Argiolas, consulente strategico territoriale, su un tema che è cruciale per il futuro della nostra Isola: Brand “isola dei nuraghi”. Cosa è andato male sino ad ora?”.

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