Is Paras

“Il Nuraghe Is Paras di Isili è uno dei più particolari e caratteristici dell’intera Isola.

Infatti la sua peculiarità è il colore bianco della sua superficie, dovuto all’utilizzo della pietra calcarea, facilmente recuperabile nella zona. 

I nuraghe diffusi in tutta la Sardegna hanno una struttura molto simile ma differiscono per le materie prime utilizzate nella costruzione: trachite, basalto, calcare, etc..

Il Nuraghe Is Paras venne edificato intorno al XIII-XII sec. a.C. ed è costituito da un mastio centrale alta circa 12 metri, con tipica camera interna a tholos (copertura di filari di pietra che si restringono verso l’alto).

In epoca successiva venne aggiunta una seconda torre più piccola, in parte crollata, accessibile attraverso un corridoio, e altre due torri unite da cortine murarie percorribili.” (Mibact).

Si tratta di un polilobato che conserva una stupenda e grandiosa tholos integra. E’ certamente una delle costruzioni più eleganti della Sardegna nuragica, costituita da una torre centrale parzialmente racchiusa da un bastione trilobato che include un ampio cortile. La torre principale, di pianta circolare era originariamente formata da due piani sovrapposti dei quali oggi si conserva quello inferiore.

In un articolo di Lavinia Foddai pubblicato su “I Tesori dell’Archeologia”, si legge tra l’altro quanto segue: “Il bastione che avvolge la torre principale è il frutto di aggiunte apportate in tempi successivi.

In una prima fase (XIII-XII sec. A.C.) di fronte alla torre principale viene costruita una struttura minore – con camera circolare priva di spazi sussidiari o feritoie- raccordata da cortine rettilinee che chiudono un cortile intermedio a forma ellisse tronca (superficie mq 16,75) secondo uno schema planimetrico definito ‘a tancato’.

Vi si accede attraverso un ingresso aperto sul tratto murario orientale seguito da un corridoio coperto da lastre orizzontali che presenta gli ingressi affrontati, a sinistra, del vano-scala di collegamento agli spalti del bastione e, a destra, di uno stipetto quadrangolare.

In una seconda fase costruttiva (XII-XI sec. A.C.) all’edificio vengono aggiunte altre due torri, collegate da cortine rettilinee che inglobano le strutture più antiche ripristinando il varco dell’ingresso.

La costruzione viene, inoltre, racchiusa da un antemurale provvisto di torri. Resti di un ulteriore cortina muraria ravvicinata e munita di feritoie sono emersi a SE.

Intorno al nuraghe, nell’area delimitata dall’antemurale così come all’esterno di esso, si estende un vasto abitato di capanne circolari ancora da scavare.

Le foto del nuraghe sono di Francesca Cossu, Romano Stangherlin e Bibi Pinna.

 

 

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