24b: Tomba di giganti di San Cosimo e struttura archeologica di Spadula – Gonnosfanadiga

24b: La tomba di giganti di san Cosimo, a Gonnosfanadiga, nota anche come Sa Grutta de Santu Giuanni, “fu considerata dal ‘padre’ dell’archeologia sarda Giovanni Lilliu…la più grande tomba di Giganti fino ad allora conosciuta: è lunga trenta metri e la sua esedra è larga 26. È stata costruita in granito, reperito nei dintorni. In base ai reperti rinvenuti all’interno e attorno, la datazione del monumento è stata collocata tra XV e XIV secolo a.C., durante il Bronzo medio. Il prospetto è tipico delle tombe di giganti del centro-sud della Sardegna, ovvero a filari e ingresso architravato privo di stele. Lungo il perimetro esterno si notano delle pietre addossate alla base, che formano un gradino: tale soluzione servì per due scopi, rendere più solida la struttura e impedire le infiltrazioni d’acqua piovana. Un piccolo corridoio introduce alla camera vera e propria, a pianta rettangolare e sezione tronco-ogivale. Il pavimento originale, sopravvissuto solo in pochi punti, consisteva in un rivestimento di pietre levigate di diversa grandezza e ciottoli, posato sopra un bancone naturale di roccia granitica”. (Sardegna Turismo)

In prossimità di questa tomba di giganti sono presenti i resti di altre due sepolture omonime.

La struttura archeologica di Spadula, anch’essa in territorio di Gonnosfanadiga, è verosimilmente di età nuragica e presenta dei tracciati murari rettilinei che delimitano una forma rettangolare orientata secondo l’asse longitudinale Nord – Sud. Sembra plausibile che per le successive costruzioni del recinto e della casupola siano state utilizzate pietre asportate dall’antico edificio, che per la forma e per le caratteristiche evidenti ad un primo sguardo, ricorda un tempio a megaron.

Le foto della tomba di giganti di San Cosimo, a Gonnosfanadiga, sono di Lucia Corda, Bibi Pinna, Antonello Gregorini, Francesca Cossu e Alberto Valdès. Quelle della struttura archeologica di Spadula, sempre a Gonnosfanadiga, sono di Bibi Pinna.

 

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